Michele Poletti

Consulente Finanziario Autonomo — Milano, Varese, Novara

Costa di più. E quasi sempre rende di meno.

Sui dieci anni al 2023, il 98% dei fondi azionari attivi domiciliati in Italia ha reso meno del proprio indice. Non è un'opinione mia: lo misura S&P Dow Jones Indices, che non vende né fondi né ETF. Il costo è una delle ragioni per cui succede. Non l'unica, e non il punto di partenza.

4,6 su 5 — 19 recensioni verificate su Trustpilot
Nessuna commissione sui prodotti La parcella la sai prima Niente promesse di rendimento
Michele Poletti, consulente finanziario autonomo

Quanti fondi attivi battono il proprio indice su dieci anni

2% dei fondi azionari italiani ha fatto meglio dell'indice SPIVA Europe Scorecard 2023
11,4% ha battuto l'equivalente indicizzato, nelle categorie azionarie esaminate Morningstar Barometer 2025
3% dei fondi azionari europei ha superato il proprio indice SPIVA al 31/12/2025

La domanda non è quanto costa. È se funziona.

Un fondo che costa di più potrebbe rendere di più — e allora il discorso sui costi non varrebbe niente. Il punto non è se qualche gestore ci riesca: qualcuno ci riesce. Il punto è quanti, e per quanto tempo.

Fondi azionari attivi domiciliati in Italia, dieci anni al 2023 2% / 98%
Categorie azionarie esaminate da Morningstar, dieci anni al 2025 11,4% / 88,6%
Fondi azionari europei, dieci anni al 31 dicembre 2025 3% / 97%

ha battuto l'indice    non l'ha battuto

Sono due enti indipendenti che misurano cose diverse — SPIVA confronta i fondi con un indice, Morningstar li confronta con i fondi indicizzati veri, quelli che si possono comprare davvero — e arrivano alla stessa conclusione.

Tutti i numeri, con le fonti e i limiti di ciascuna misura

Perché succede

Tre ragioni. La prima è l'unica certa in anticipo, ed è il motivo per cui il costo conta — ma da solo non spiega tutto.

La parte certa

Il costo si paga comunque

Un fondo azionario attivo collocato in Italia costa attorno al 2% l'anno. Un ETF sullo stesso mercato circa lo 0,2%. Sono quasi due punti che il gestore deve recuperare prima di aggiungere un euro al tuo risultato.

Il rendimento nessuno lo conosce in anticipo. Il costo sì.

Dove finiscono i soldi

Gran parte paga chi vende

Nei fondi collocati in Italia circa il 70% delle commissioni remunera la rete che li distribuisce, non chi gestisce i soldi.

Vuol dire che la maggior parte di quello che paghi non serve a scegliere meglio i titoli: serve a far arrivare il prodotto fino a te.

Il problema di fondo

La lista si legge solo dopo

Qualche gestore batte l'indice per dieci anni. Il guaio è che il suo nome si conosce alla fine del decennio, non all'inizio.

Scegliere oggi quel 2% richiede di indovinare in anticipo. Questa è una considerazione di metodo, non una misura: te la do per quello che è.

E in soldi, quanto pesa

Qui entra il costo, e solo adesso: non come tesi, ma come conseguenza. Stesso capitale, stesso identico rendimento lordo ipotizzato, due sole strutture di costo.

200.000 € investiti per vent'anni — ipotesi di lavoro: 7% lordo l'anno
Come sono investitiCosto annuoQuanto resta dopo vent'anni
Fondo attivo della banca2,0%531.000 €
ETF più la mia parcella (0,9% + IVA)1,3%606.000 €
Differenza0,7%76.000 € — il 14% in più

Come va letta questa tabella. Quel 7% lordo è un'ipotesi di lavoro, non una previsione: serve solo a far vedere cosa succede ai costi quando passano vent'anni. Nessuno sa quanto renderanno i mercati, io meno di altri.

E nessuno dei dati di questa pagina dice che un indice renderà: dicono un'altra cosa, più piccola e più solida — che pagare di più non compra, in media, un risultato migliore.

Su un patrimonio da mezzo milione, con la stessa ipotesi, la differenza supera i 250.000 euro. Il conto per intero

Quello che non ti prometto

Non ti prometto di battere l'indice. Se sapessi farlo in anticipo starei in quel 2%, e non potrei dimostrartelo prima. Chi te lo promette sta mentendo, e i numeri qui sopra dicono esattamente quanto raramente ci riesca qualcuno.

Quello su cui si lavora è la parte che si può governare:

  • la struttura dei costi, che è l'unica cosa certa del portafoglio;
  • come è ripartito il capitale, che pesa sul risultato più della scelta dei singoli titoli;
  • il fisco e la successione, dove spesso c'è più da recuperare che sui mercati;
  • quello che fai quando i mercati scendono, che è il momento in cui si perdono davvero i soldi.

E se ti stai chiedendo che aspetto abbia un portafoglio costruito così: Segreti Bancari pubblica i propri portafogli modello, con la loro composizione e i rendimenti storici. Sono portafogli veri, in cui investono i loro soldi, non simulazioni costruite a posteriori.

Tre domande da fare al tuo consulente

Com'è che guadagna?

Ogni consulente viene pagato in qualche modo. La domanda è: da chi. Se la risposta è «niente, è gratis», vale la pena capire meglio.

Chi rappresenta?

Un dipendente di banca rappresenta la banca. Può darti buoni consigli, ma quando il tuo interesse e quello della banca divergono deve scegliere.

Perché questo e non un altro?

Se il prodotto proposto costa il 2% l'anno e un'alternativa simile lo 0,2%, ci può essere una risposta legittima. Se non riesci nemmeno a fare la domanda, c'è un problema.

Chi c'è dall'altra parte

Ho quarantadue anni, vengo da Castano Primo e lavoro nell'area di Milano, Monza-Brianza, Varese e Novara. Sono iscritto all'Albo unico dei Consulenti Finanziari, sezione autonomi, delibera 1949 del 2022: l'albo è pubblico e vigilato, chiunque può controllare che ci sia davvero.

Seguo personalmente al massimo cinquanta clienti. Oltre quel numero non si riesce più a ricordare a memoria la situazione di ciascuno. Quando le richieste superano quella soglia coordino un team di consulenti che lavorano con lo stesso metodo, e prima di cominciare ti dico chi seguirà il tuo rapporto.

Perché ho scelto di non lavorare per una banca

Il contratto lo firmi con Bert Consulting SCF, la società di consulenza finanziaria con cui opero — nota per il marchio Segreti Bancari — ed è lei a emettere la fattura. Non è un dettaglio formale: vuol dire che dietro alla persona che hai davanti c'è una società iscritta all'albo delle SCF, con i suoi obblighi e le sue responsabilità.

Il modello economico non cambia di una virgola: la parcella la paghi tu, e né io né la società incassiamo retrocessioni sui prodotti che finiscono nel tuo portafoglio.

OCF — Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari Segreti Bancari — Bert Consulting SCF

Prima di pagarmi, puoi ascoltarmi gratis

Un podcast di 285 episodi, un canale YouTube, un libro e venticinque corsi. Quasi tutto gratuito e senza niente da registrare. Se dopo qualche ora di ascolto pensi che valga la pena sentirsi, sai dove trovarmi.

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L'analisi del portafoglio è gratuita e non impegna a niente. Guardo quello che hai e ti dico quanto paghi davvero. I consigli su cosa farne arrivano dopo, con l'incarico.

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